I Giudici di Gara

I giudici che "governano" lo svolgimento delle gare di Pattinaggio - Corsa, sono generalmente ex pattinatori o comunque appassionati di questa esaltante disciplina sportiva.

Frequentemente i giudici sono parenti o amici degli atleti o dei loro familiari.
I Giudici sono sicuramente dei "volontari", chi infatti sarebbe disposto a spostarsi (anche fuori regione) e presiedere i campi di gara per molte, molte ore (a volte sotto il sole cocente o addirittura sotto la pioggia) dietro un compenso giornaliero di 20 Euro o poco più, se non un vero volontario ?
Questo deve far riflettere tutti: atleti, allenatori, dirigenti e genitori !..soprattutto quando i Giudici sbagliano.
Più di qualcuno considera ingiustamente i Giudici di Gara come "strani personaggi" dai quali comunque diffidare, in realtà chi ha per "missione" garantire il corretto e leale svolgimento delle gare, specialmente in uno sport dilettantistico, non può che essere persona stimabile.
Certo, sbagliano come tutti noi e come tutti noi provano emozioni, gioie, rabbia o costernazione nel vedere vittorie, gesti di vero far-play, sconfitte e scorrettezze in gara, ma i loro visi e le loro gesta non devono far trasparire nulla! Vi sembra facile?
Per diventare Giudici del CTA, ci si deve preparare bene, si studiano norme e dispense (centinaia di pagine), si devono frequentare i campi di gara ed in fine si devono sostenere severi esami (anche pratici).
Tranne che per gli Indoor, i Giudici vestono sempre di bianco, hanno sempre un distintivo al petto per farsi riconoscere e si dividono i compiti.

Segreteria: per la compilazione del programma gare, conferma atleti, input dei risultati e preparazione delle classifiche.
Partenza: sia lo Starter (con pistola o fischietto) a fianco degli atleti in partenza, sia il ControStarter dietro l'ultimo atleta, pronto a bloccare la gara per false partenze o precoci cadute.
Campana e Contagiri: compito a volte semplicissimo a volte complicatissimo, soprattutto quando nelle gare di fondo si verificano i doppiaggi.
Curva o rettilinei: con "mille occhi" per segnalare le scorrettezze, e talvolta per prevenirle quando urlano "giù le mani!!".
Arrivo: a volte semplici notificatori dei numeri di pettorale, a volte veri e propri "fotofinish" umani, spesso in gruppo con altri giudici.
Arbitro: il vero "capo"! A lui sono demandate tutte le decisioni talvolta suggerite dai suoi colleghi(ammonimenti, squalifiche, convalide, modifiche delle gare, fino alla loro eventuale sospensione in casi estremi). Il Giudice Arbitro si assume tutta la responsabilità della manifestazione.
Si è detto che, pur se in buona fede, queste persone commettono gravi errori, tuttavia è opportuno considerare che, tranne rare eccezioni, il loro "volontariato" tende innanzitutto a proteggere gli atleti, soprattutto quelli più giovani anche se subiscono qualche ammonizione o una squalifica.
E' ormai provato che dopo una squalifica per taglio di percorso o per qualche grave scorrettezza verso un avversario, il giovane atleta memorizza il fatto e evita di ripetere l'errore.
Il richiamo di un giudice, serve a far maturare l'atleta scorretto e a proteggere i suoi onesti avversari, prima di brontolare (o addirittura imprecare) il genitore dovrebbe sempre consultarsi con chi ne sa di più (allenatore o dirigente della squadra) per sapere se l'incomprensibile provvedimento assegnato al proprio figlio era giusto o meno.
Nessun genitore, durante le gare, può rivolgersi ad un Giudice, qualsiasi interpellanza può essere mossa solo dai dirigenti di squadra e comunque solo in precisi momenti.

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